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La ricerca su Meana Sardo: Introduzione

La ricerca esamina l’evoluzione del sistema rurale e delle sue potenzialità nel comune di Meana Sardo, nell’area interna Gennargentu-Mandrolisai (Centro-Sardegna). Si pone in continuità con la progettazione territoriale in corso, come la SNAI e il GAL Distretto Rurale BMG (Barbagia-Mandrolisai-Gennargentu).

La SNAI, Gennargentu-Mandrolisai, si concentra sia sui diritti di cittadinanza e servizi, sia sullo sviluppo locale e sulle specificità territoriali. Alcuni ambiti progettuali includono l’accessibilità, l’innovazione del sistema di istruzione, il welfare sanitario di comunità e lo sviluppo delle filiere produttive locali. Il GAL, invece, promuove azioni per la definizione di un’offerta territoriale integrata nel turismo sostenibile e lo sviluppo delle filiere locali, come il fiore sardo, i prodotti lattiero caseari ovicaprini, l’ortofrutta, le piante officinali e il vino.

La ricerca su Meana Sardo e il progetto.

La ricerca “Comunità interne in movimento” si è svolta tra luglio 2022 e febbraio 2023, coordinata dall’Associazione Terras-Laboratorio per lo Sviluppo Locale “Sebastiano Brusco” e in collaborazione con l’Associazione Culturale S’Andala. L’obiettivo era di analizzare l’evoluzione socio-economica della comunità meanese dal dopoguerra ad oggi, focalizzandosi sullo scenario rurale.

L’Associazione Culturale S’Andala, costituita nel 1991 a Meana Sardo, ha 46 soci e si dedica al dibattito culturale su temi socio-economici d’interesse per la comunità meanese. Il presidente Francesco Podda sottolinea l’importanza di incidere culturalmente nella comunità locale per creare nuove opportunità, soprattutto per i giovani.

La ricerca mira a fornire una base importante per discutere e co-creare proposte di iniziative e attivazione territoriale sostenibili. L’analisi include l’esame della letteratura rilevante, la mappatura e l’analisi dei progetti di sviluppo locale passati e in corso, e la conduzione di 18 interviste con attori chiave del territorio.

La dimensione agro-pastorale riveste un ruolo fondamentale, influenzando elementi unici del contesto come paesaggio, cultura gastronomica, senso d’appartenenza, ritualità, uso degli spazi e stili architettonici. In questo quadro, l’agro-pastorale rappresenta una sfera chiave per ripensare lo sviluppo locale in coerenza con le specificità, le vocazioni territoriali e i mutamenti in atto tra dinamiche micro e macro.

Lo scenario rurale di Meana Sardo tra gli abbandoni dei contadini e i riassestamenti pastorali.

Il comune di Meana Sardo, situato nella regione storica della Barbagia di Belvì, ha subito notevoli trasformazioni nel corso degli anni, soprattutto in relazione all’evoluzione del sistema rurale. Fino agli anni ’50, agricoltura e pastorizia erano complementari e interdipendenti. Tuttavia, a partire dagli anni ’70, la coltivazione di grano, orzo e leguminose è diminuita a causa di vari fattori, come la concorrenza dei cereali importati e la modernizzazione dell’agricoltura nelle aree pianeggianti della regione. Anche la pastorizia ha subito profondi cambiamenti strutturali, con un passaggio da un modello transumante a uno semi-intensivo.

A seguito dell’abbandono dell’agricoltura, i pastori hanno iniziato a utilizzare da soli le terre comuni, ma hanno risentito della mancanza di prodotti agricoli per il nutrimento del bestiame e del deterioramento dei pascoli. Per far fronte a questa situazione, i pastori hanno ammodernato le loro strutture di produzione, trasformato l’allevamento da brado a semi-brado e iniziato a coltivare erbai per integrare i pascoli naturali. Attualmente, molte aziende ovine stanziali cercano di ricreare la complementarità tra agricoltura e allevamento attraverso la coltivazione di foraggi per l’allevamento zootecnico, pur mantenendo la scomparsa della cerealicoltura e l’orticoltura ridotta.

La rilevanza attuale della viticoltura.

Negli ultimi vent’anni, l’agricoltura nelle Aree Interne ha visto l’emergere di un modello produttivo agro-pastorale multifunzionale, con attività agricole e pastorali che si diversificano e si integrano con nuovi settori come il turismo. In particolare, Meana Sardo ha assistito a una riscoperta della viticoltura e del valore di mercato dei vini locali. Il recente interesse è sottolineato dall’aumento delle superfici vitate e dall’istituzione dell’Albo dei vigneti storici del Mandrolisai, con l’obiettivo di valorizzare e tutelare la produzione vinicola locale. La viticoltura conservativa, caratterizzata dai vitigni tradizionali e dalle tecniche gestionali, sta vivendo un risveglio strategico, con l’apertura di numerose aziende medio-piccole orientate al mercato e all’innovazione, tra cui l’enoturismo e la produzione di vini bianchi. Il Consorzio di Tutela della DOC Mandrolisai sta emergendo per garantire la qualità e la specificità del vino locale e promuovere la sua presenza sui mercati differenziati.

Vigne di Meana Sardo

Progettazione in corso e analisi territoriale: connessioni possibili e prospettive di integrazione.

Mappatura breve dei settori produttivi nella Strategia d’Area

L’area pilota Gennargentu-Mandrolisai, di cui fa parte Meana Sardo, si concentra sui settori agro-pastorale e vitivinicolo. Il territorio è ricco di biodiversità e presenta opportunità di sviluppo, ma anche criticità come l’ampliamento dei margini di mercato e lo sviluppo infrastrutturale. L’attività pastorale è diffusa, con un significativo numero di bovini, ovini, caprini e suini. La viticoltura è un’attività economica di riferimento per l’area, con la Cantina Sociale del Mandrolisai come principale realtà produttiva e commerciale.

Interventi volti al potenziamento e sviluppo delle filiere produttive

La Strategia SNAI mira a potenziare e sviluppare le filiere produttive locali, affrontando le criticità emerse dalla mappatura e promuovendo le produzioni agroalimentari del territorio. Gli interventi riguardano lo sviluppo della filiera zootecnica e vitivinicola e la creazione del Distretto Agroalimentare Gennargentu Mandrolisai. L’obiettivo è incentivare la ricerca e l’innovazione, promuovere le imprese locali e creare reti tra produttori.

Turismo esperienziale e Progetto Cultura

Il turismo esperienziale è un elemento chiave per valorizzare il territorio. La valorizzazione della tratta ferroviaria Mandas-Sorgono e la promozione del territorio attraverso itinerari dedicati all’enogastronomia, al settore vitivinicolo e agli attrattori naturali e culturali sono parte di questo processo. Il Progetto Cultura, promosso dall’Associazione S’Andala, mira a recuperare, conservare e valorizzare il patrimonio storico-archeologico e etnografico del territorio, integrando gli elementi rappresentativi della storia della comunità in percorsi turistici. Il patrimonio culturale viene considerato un motore per lo sviluppo di attività di servizio diversificate e per la valorizzazione delle produzioni locali.

Riflessioni conclusive: la progettazione consapevolmente territorializzata.

L’importanza dell’integrazione delle aziende turistiche e agroalimentari nel territorio è fondamentale per valorizzare la complessità territoriale e il patrimonio culturale. Esempi di successo includono le Strade del Vino e i percorsi agro-turistici. A Meana Sardo, si nota una tendenza alla multifunzionalità orientata al mercato, ma è necessario supportare le aziende agro-pastorali con formazione e promozione di attività innovative. La progettazione territoriale in corso è un’opportunità per lo sviluppo locale, considerando anche il patrimonio naturale, paesaggistico e culturale della zona. È importante intensificare e rafforzare la rete di relazioni sociali per raggiungere obiettivi collettivi, tenendo conto delle nuove soggettività e culture legate alle produzioni e alle economie territorializzate. In conclusione, questi elementi tracciano una linea di sviluppo innovativo e sostenibile per le Aree Interne.

Informazioni sullo studio.

Benedetto Meloni, già professore ordinario in Sociologia del Territorio e dell’Ambiente presso l’Università degli Studi di Cagliari, coordina la Scuola di Sviluppo Locale “Sebastiano Brusco” di Seneghe. Per Rosenberg & Sellier ha tra l’altro curato (con D. Farinella), Sviluppo rurale alla prova. Dal territorio alle politiche (2013), Valutare per apprendere. Esperienza Leader 2007-2013 (2016) e pubblicato Emergenza idrica. La gestione integrata del rischio (2006), Aree interne e progetti d’area (2015, 2018) (con P. Pulina) Turismo sostenibile e sistemi rurali Multifunzionalità, reti di impresa e percorsi (2020).
Francesca Uleri, attualmente assegnista di ricerca presso il Gruppo PAG (Pisa Agricultural Economics) dell’Università di Pisa., nel 2020 ha ottenuto un dottorato in Agro-Food System presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza con una tesi focalizzata sull’analisi dei cambiamenti generati dall’export-boom della quinoa nel sistema di accesso alla terra, organizzazione del lavoro agricolo e livello di sicurezza alimentare nelle comunità produttrici boliviane. Collabora con l’Associazione Terras-Laboratorio per lo Sviluppo Locale «Sebastiano Brusco».
Fonti Bibliografiche
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