NURAGHE NOLZA

Un gigante tra le colline

INTRODUZIONE AL NURAGHE NOLZA

I contenuti presenti in questa pagina sono tratti dal libro di Mauro Perra, “Il nuraghe Nolza e il suo territorio. Meana Sardo” appartenente alla collana “Sardegna Archeologica. Guide e Itinerari”, pubblicata nel 2021.

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IL SISTEMA TERRITORIALE TRA MEANA E LACONI

Il sistema territoriale nuragico ha un’estensione di circa 1000 Km^2 e si suppone fosse operativo tra la fine del Bronzo Medio (XV-XIV secolo a.C.), tutto il bronzo recente (seconda metà del XIV-XIII secolo a.C.) fino alle fasi iniziali del Bronzo Finale (XII secolo a.C.).

Ai fini di una maggiore comprensione è utile dividere in tre parti l’area in esame:

  • Un’area settentrionale, compresa fra il Rio Araxisi a Nord, segnando cosi il confine con i limiti comunali di Atzara, e la dorsale dei rilievi di Pelda Morigadura del Corte Cerbos (m. 616 slm) e di Cuccuru Nolza (m. 739 slm).
  • Un settore meridionale compreso fra il sistema orografico di cui sopra e il Rio Mindeorgi/Misturadroxiu a Sud, a ridosso de confini con i comuni di Laconi e Samugheo.
  • Un’area orientale delimitata dalla gola dove scorre il Rio Gunnarellia e dalle pendici sud-occidentali del Gennargentu in territorio di Aritzo, nella quale le presenze nuragiche sono alquanto rarefatte.
Siti Nuragici Nolza Meana Sardo
Siti nuragici Nolza Meana Sardo

SETTORE SETTENTRIONALE DI MEANA SARDO

Il settore settentrionale è caratterizzato dalla presenza di un nuraghe complesso di non facile lettura (Mantuzzus), cinque nuraghi monotorre e tre villaggi, di cui due privi di nuraghe. A ridosso dell’alveo dell’Araxisi si dispongono i nuraghi monotorre Sa Sugalgia, Banda Era e Inziligorru.

II monotorre Abruzzedu, con il suo piccolo abitato, controllava l’importante guado Bau Meana sul Rio Araxisi, fino all’Ottocento punto saliente per la comunicazione con i vicini paesi di Atzara, Sorgono e Samugheo.

I tratturi antichi collegavano i diversi nuraghi fra loro; essi convergevano verso il caposaldo Nolza a SE e a Sud verso il settore meridionale I il nuraghe Cercos. L’antichità dei percorsi è conferma dalla presenza di insediamenti neolitici (stazioni di S’Arena, Alluifogu, Pelda ‘e Ferru, S’Olziada) e domus de janas (Sa Pelda ‘e sa Jana) nella dorsale di Corte Cerbos-Cuccuru Nolza.

SETTORE OCCIDENTALE DI MEANA SARDO

Il menhir di Banda Era presso l’omonimo nuraghe e il piccolo villaggio neolitico e nuragico di Lellu, alla periferia del moderno abitato di Meana, segnano le vie di penetrazione verso occidente. Sullo stesso percorso si trova l’abitato nuragico di Su ‘e Predi Giaccu, nel quale è stato effettuato un intervento di scavo preventivo (scavi inediti Cossu, Perra 1999).

SETTORE MERIDIONALE DI MEANA SARDO

Il settore meridionale si presenta appena oltrepassato il piccolo valico di Serra Orroli. Dà accesso alla valle di Genna Arrèle nella quale sono state rinvenute le famose statue antropomorfe, oggi conservate nel Museo delle statue-menhir di Laconi. In questo areale sono stati riconosciuti un nuraghe trilobato con antemurale e adiacente villaggio e quattro nuraghi monotorre.

SETTORE ORIENTALE DI MEANA SARDO

Il distretto orientale ospita un monotorre e tre nuraghi complessi. Tra questi c’è Nolza, quadrilobato, un trilobato ed un nuraghe di tipo incerto. Esistono almeno quattro villaggi nel distretto. Tre di questi non hanno un nuraghe di riferimento. Tra questi, il sito Genna ‘e Omos/Is Conthones è stato frequentato fino all’epoca alto medievale e romana imperiale.

Vicino al nuraghe complesso Maria Incantada ci sono i resti di una tomba di giganti, in condizioni di degrado. Il nuraghe Nolza si trova ad est del Corte Cèrbos. Questo rilievo controlla da vicino il monotorre in cima alla collina del Brùncu Zoli.

ORIGINE DEL NOME E LEGGENDE SUL NURAGHE NOLZA

In realtà il nome del nuraghe Nolza è una corruzione della variante meanese del nome Norza, che deriva dalla radice mediterranea pre-latina NUR/NOR, che sta alla base dello stesso nome del nuraghe. La leggenda tramandata dagli anziani del paese racconta dello Tziu (appellativo sardo di rispetto) Nolza che, sposo di Maria Incantada (che abitava nell’omonimo nuraghe e attendeva il suo ritorno tessendo in un telaio d’oro), inseguito dai nemici, cavalcava un cavallo con i ferri montati al contrario così da confondere le sue tracce.

INDAGINI DI SCAVO E STRUTTURA DEL NURAGHE NOLZA

Il quadrilobato del nuraghe Nolza è stato sottoposto fin dal 1994 ad indagini di scavo. Non è ancora chiaro se il bastione centrale sia stato o no circondato da un antemurale. E’, invece, accertata la presenza di un esteso villaggio di cui al momento non si conoscono le fasi della costruzione e della frequentazione.

La struttura quadrilobata, come accertato dalle investigazioni archeologiche finora condotte, ha subito nel tempo varie ristrutturazioni e la prima fase dell’insediamento (Nolza I) è stata in parte nascosta e obliterata dagli interventi successivi.

STRUTTURE ANTICHE E RISTRUTTURAZIONI

Non abbiamo, quindi, una precisa contezza delle strutture che componevano il nuraghe nel periodo relativo al Bronzo Medio tardo (circa XV-XIV secolo a.C.). Tantomeno delle corbellature che possiamo solo supporre fossero costituite da conci in ignimbrite o in porfido.

La stessa lettura delle stratigrafie murarie, poi confermata dalla successione degli strati messi in luce negli scavi, consente di identificare almeno tre fasi:

  • Una relativa a ciò che rimane della fase I, con due torri (E ed F) e due cortine murarie rettilinee (Est e Nord), costruite utilizzando materiale lapideo in scisto e tre torri (A, C e D)
  • Due cortine (a SO e Ovest) da attribuire al momento della ristrutturazione (Nolza II), realizzate con l’uso di blocchi di porfido provenienti dalle vicine cave ad Est del nuraghe.
Nuraghe Nolza planimetria

L’ANTICA FASE DEL NURAGHE NOLZA: NOLZA I

Nella fase Nolza I, il nuraghe di forma complessa era costituito da torri e cortine erette utilizzando grossi blocchi di tenero scisto. Nonostante questo, la stesura planimetrica originaria è attualmente sconosciuta, in quanto obliterata dalle più recenti ristrutturazioni della fase II. In particolare, non si conosce l’originaria posizione dell’ingresso al quadrilobato. Si suppone sia dislocato sulla cortina Est o su quella orientata a SO.

Questa prima fase può essere ulteriormente suddivisa in due sottofasi (fasi Ia e Ib), identificate nello scavo effettuato all’interno della camera della torre antica F e degli ambienti I ed H. La torre F è da considerarsi contemporanea alla torre E, sempre in scisto, e con la cortina che con andamento rettilineo le collega.

RICOSTRUZIONE E RISTRUTTURAZIONE DEL NURAGHE NOLZA NELL’ANTICHITA’

La ristrutturazione degli ambienti fra le sottofasi Ia e Ib avvenne probabilmente a causa del degrado dei blocchi in tenero scisto che componevano la tholos e la scala della torre F. Queste strutture furono riempite di materiale proveniente dallo svuotamento degli ambienti più antichi, rasi al suolo e ricostruiti. Tuttavia, lo stato di degrado della struttura della torre F sconsiglia la visita, nonostante alcuni interventi di consolidamento recenti.

Il repertorio di vasi in ceramica ritrovati è piuttosto consistente e comprende diverse forme da fuoco, vasi da mensa e contenitori di derrate solide e liquide. Questi reperti sono chiaramente riferibili ad una fase antica del Bronzo Recente, che si può porre nella seconda metà del XIV secolo a.C.

LA STRATIFICAZIONE DELL’AMBIENTE I E LA FASE NOLZA Ib

Nolza Ib rappresenta un momento del Bronzo Recente (XIII secolo a.C.) evidenziato nella stratificazione dell’ambiente I. Questo piccolo vano, oltre a rimaneggiare la scala della torre F, è stato eretto sulla sommità della cortina Nord e si addossa alle strutture della torre A. Fra i reperti rinvenuti, vi sono diversi utensili in pietra e ceramiche, che suggeriscono un uso domestico dell’ambiente.

Nuraghe Nolza reperti

LA FASE NOLZA II: RISTRUTTURAZIONI ED EVOLUZIONE FINALE DEL NURAGHE

La fase chiamata Nolza II corrisponde all’epoca poco prima del collasso del coronamento del nuraghe, fatto di conci e mensoloni di ignimbrite. In quel periodo, il nuraghe fu rinnovato. Prese la forma quadrilobata finale, con un ingresso sulla cortina Ovest.

Durante Nolza II, vari elementi architettonici furono modificati. Ad esempio, la torre F. La sua camera fu riempita di terra. Questo creò un terrapieno per un nuovo ambiente, chiamato ambiente J, fuori dalla cortina settentrionale. Questo spazio era aperto e adatto per attività all’aperto.

Ci furono anche altre modifiche. L’ingresso della torre B fu chiuso e un nuovo ingresso fu creato a nord. Queste modifiche risalgono al Bronzo Recente o al primo Bronzo Finale.

REPERTI E USO DEL SITO DURANTE LA FASE NOLZA II

I reperti archeologici di questa fase includono un grande numero di ceramiche, inclusi vasi a forma di coppa, vasi da cucina e da mensa. Gli strumenti in pietra e le armi rinvenute suggeriscono che il sito potrebbe essere stato utilizzato sia per attività domestiche che militari.

LA FASE NOLZA III E L’ABBANDONO DEL NURAGHE

La fase Nolza III segna l’ultima fase di utilizzo del Nuraghe, durante il Bronzo Finale. Durante questo periodo, si osservano ulteriori modifiche all’architettura del Nuraghe, tra cui l’aggiunta di una struttura semi-circolare (Ambiente L) adiacente alla Torre E.

Tuttavia, nonostante queste ultime modifiche, il sito sembra essere stato abbandonato intorno al 1000 a.C. I motivi dell’abbandono non sono chiari, ma potrebbero essere dovuti a cambiamenti sociali, economici o ambientali.

CONCLUSIONI

Il Nuraghe Nolza è un prezioso esempio di architettura nuragica. Ci mostra l’evoluzione e la complessità di queste strutture nel tempo. Nonostante alterazioni e distruzioni dovute a ristrutturazioni successive, l’analisi dei reperti e delle strutture residue ci fornisce una panoramica delle varie fasi di costruzione e utilizzo.

Abbiamo condiviso con voi un viaggio nella storia di questo sito archeologico affascinante. Ci auguriamo che vi abbia dato uno sguardo sulla vita e l’architettura dell’età del bronzo in Sardegna.

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